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This article was written on 22 Feb 2015, and is filled under Personaggi.

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Intervista a Giovanni Caccamo

Giovanni Caccamo 01

Se non è un record poco ci manca: un magico “triplete” conquistato dal 25enne cantautore nato a Modica, tredicesimo comune della Sicilia, situato in provincia di Ragusa. Una faccia pulita la sua, da classico bravo ragazzo, e una storia bellissima da poter raccontare prima di questo incredibile e meritato trionfo…! Tanta gavetta, ha calcato tutti i palcoscenici possibili: come corista presso l’Antoniano di Bologna, a Vj per i programmi giovanili delle reti Rai, passando per il Politecnico di Milano, dove studia Architettura . Ha perseguitato per diversi mesi Rosario Fiorello, è l’ultimo entrato nella casa discografica “Sugar” di Caterina Caselli, ha incontrato Franco Battiato per caso sulla spiaggia di Donnaculata , subito dopo Marina di Ragusa, è composta da spiagge di sabbia fine e dorata ed è bagnata da un mare limpido di colore turchese.

Proprio l’incontro con l’autore di “centro di gravità permanente” gli cambierà la vita. Battiato lo vuole  con se nei tour di “Apriti Sesamo” e diventerà mentore e padrino artistico di un talento sconfinato.” sempre per la sezione Giovani.  Giovanni Caccamo è tra gli autori del brano “Adesso è qui” di Malika Ayane, tra i Campioni e collega di Sugar.

Le sue prime parole, e non poteva essere altrimenti, sono state per il maestro Franco Battiato: «Ciò che può lasciare un focus sulla musica, è questo in fondo il grande regalo che mi ha fatto Battiato in questi anni, è il fatto che l’artista dovrebbe riuscire a ritagliarsi ogni giorno un momento per stare con se stesso e concentrarsi per stare ancorato alla realtà, perchè questo è l’unica cosa che ti garantisce di poter scrivere».

Sulle emozioni vissute durante la serata ha raccontato candidamente: «Sono stato più in tensione nella prima parte ma per una questione di posizionamento. Con Nigiotti eravamo due ragazzi e due cantautori. Con i Kutso ero molto più sereno perché erano progetti molto diversi e quindi alla fine era una questione di gusti». 

Questo trionfo sanremese lascerà certamente un segno tangibile sulla sua giovane carriera di artista, che intende capitalizzare al massimo: «Lascia un focus sulla musica ed il regalo lasciatomi con tante piccole parole di incoraggiamento dettemi da Battiato. Un artista deve ritagliarsi ogni giorno del tempo per stare con se stesso e mantenere il focus per rimanere ancorato con la realtà e mantenere quel filo di seta collegato con gli abissi che ti permette di creare. Voglio diffondere questo bambino appena nato che è qui per voi».

La difficoltà di emergere come cantautore a un certo punto sembrava legata al cognome. Caccamo racconta, imitandolo, di una telefonata in cui Battiato gli consigliava di usare piuttosto un nome d’arte, come Giovanni di Scicli, sulle orme di Peppino di Capri. «Poi però – continua Giovanni- Fiorello ha rovesciato le cose, mi ha invitato a cambiare piuttosto il nome, anzi di farmi chiamare solo per cognome. Ho capito. Faccio il cantautore, non posso mentire sin dal nome. E poi c’è un legame affettivo».

Non è la prima volta di Caccamo a Sanremo, qualche anno fa era nella città ligure nelle vesti di inviato per Rai Gulp. «Intervistavo i cantanti. Ricordo che una volta ero seduto su un divano dell’hotel Miramare e ho chiesto a Raphael Gualazzi cosa si provava a fare parte della Sugar. Ecco, quest’anno alloggio nello stesso albergo e sono entrato nella famiglia musicale di Caterina Caselli».

Ma un grande applauso è doveroso anche per il gruppo romano dei Kutso, giocherelloni sul palco (ieri uno di loro si è presentato indossando una «tenda da doccia di Conti»), estemporanei e contagiosi con «Elisa»: nei live inventano pezzi lì per lì, adeguandosi all’occasione. Poi danno fuoco alle polveri e via, con performance irresistibili. Viva i giovani, davvero. E se la Rai manterrà la promessa di scegliere gli otto finalisti dell’anno prossimo attraverso un talent presanremese a metà novembre, ne ascolteremo delle belle. Uno su mille ce la fa, ma diamo spazio agli altri 999, quasi tutti meritevoli…!

 

Saverio Albanese

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